CHI SIAMO

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Team Granarolo è nata a fine 2014 dalla ASD GS Pasta Granarolo, a seguito della cessazione dello storico rapporto di sponsorizzazione con il Pastificio Granarolo. E’ affiliata alla FIDAL e alla UISP.

Indirizzo: Via Roma 38/2 40057 Granarolo dell’Emilia (BO)

Codice fiscale: 92030610379

Partita IVA: 00806821203

Codice società: FIDAL BO038, UISP BO0387

IBAN Conto Corrente: IT 87 N 02008 36850 000110024037

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Consiglio Direttivo per il biennio 2017-2018:

Presidente: Amaducci Sergio

Vice Presidente: Pini Fabrizio

Segretario: Bottura Chiara

Consigliere: Bandini Stefano

Consigliere: Brunetti Paolo

Consigliere: Ceci Massimo

Consigliere: Di Ferdinando Donato

Consigliere: Ercolesi Valter

Consigliere: Fontana Andrea

Consigliere: Fornasari Stefano

Consigliere: Gnudi Coriolano

Consigliere: Lucchini Lisa

Consigliere: Nordio Filippo

Consigliere: Piazzi Stefano

Consigliere: Scarpante Stefano

Consigliere: Veronesi Chiara

Medico Sociale: Dr. Rimondi Andrea

Tecnico: Lamberti Wainer

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Un po’ di storia (articolo di Marco Tarozzi del 2006)

Erano davvero pochi amici al bar. Cinque, uno più di quelli della canzone di Paoli. E il bar stava li’, appoggiato sulla pianura a pochi chilometri da Bologna, inchiodato in un angolo da cui potevi ragionare del mondo senza nemmeno spostarti di un passo. Vita appisolata e un po’ sedentaria. Troppo, per i gusti di Enzo Gotti e di suo figlio Fiorenzo, titolari di quel piccolo angolo di vita nel cuore di Viadagola. E troppo anche per Paolo Landi, Luciano Bolognini e Aldo Fazioli, compagni di sogni da realizzare.

Il primo: muoversi di lì, mettersi a camminare, se non proprio a correre. Quando? La domenica, in tempi di “austerity” e in pieno boom del podismo, che riversava migliaia di corridori e camminatori sulle strade della provincia, sull’onda del successo delle prime leggendarie “Galaverne”. In una di quelle sere uggiose, in quell’angolo cos’i vicino eppure così lontano dalla città, nacque il gruppo podìstico di Viadagola. Era il 1976, trent’anni fa giusti giusti. La squadra si chiamò Bar Gotti, naturalmente.

Per i colori sociali bastò un’occhiata: tavolini arancioni, sedie nere. «Arancio-nero», sentenziò qualcuno, e la mozione passò all’unanimità. Iniziò tutto così, e i cinque amici uscirono dal bar chiamando a raccolta la gente del paese. Qualcuno arrivò da Granarolo, qualcuno dalle frazioni, Qualcuno, dopo un po’, iniziò a correre più forte, a sognare più in grande. Qualcuno iniziò anche a mettersi dall’altra parte. Dietro le quinte, per far correre gli altri. Così, nel ’77 nacque la Camminata di Viadagola, che tredici anni dopo festeggiò il debutto della sezione competitiva e più tardi si trasferì dalla piccola frazione al capoluogo, in pieno centro a Granarolo dove ancora va in scena la prima domenica di febbraio.

All’inizio degli anni ’90 la società, il cui timone era passato da Enzo Gotti a Sergio Amaducci, contava un centinaio di tesserati, una sponsorizzazione inossidabile (che avrebbe portato alla nuova denominazione, GS Pasta Granarolo), una sezione amatori affiliata alla Fidal. Guardava al nuovo con curiosità. E il nuovo era rappresentato da discipline emergenti come duathlon e triathlon.

Dalla città arrivò il pioniere della triplice disciplina, Pierluigi Trombetti; dentro il gruppo iniziò a crescere il talento fatto in casa, Federico Girasole. In campo femminile, cominciò a mietere successi Claudia Vacchi, un bel passato nel nuoto e diversi anni ai vertici della specialità. Abbastanza per accendere l’entusiasmo e ispirare la truppa. Il Team Pasta Granarolo ha superato parecchi muri, negli ultimi dieci anni.

Aveva 150 soci nel ’95, ha superato quota 200 due anni dopo, da quattro anni staziona stabilmente intorno alle 270 unità. Dentro ci sono maratoneti, mezzofondisti, triathleli, duathleti. Ci sono anche i camminatori della domenica, come una volta. Rispetto a trent’anni fa hanno la divisa ufficiale, in materiale tecnico ben lontano da quei terrificanti misto lana degli anni Settanta. Ma lo spirito è quello di sempre. Come la voglia di crescere, la stessa che fece uscire quei cinque amici dal bar dell’angolo.

Marco Tarozzi